Comune di Santi Cosma e Damiano
 

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Il Turista e il Territorio

 

Le chiese

CHIESA DI SAN LUCA
La piccola chiesetta di San Luca, fin dal 1940 nella proprietà della famiglia Viccari e passata poi alle suore trinitarie. In passato essa consentiva a tutti gli abitanti della campagna, in territorio promiscuo dei Comuni di Castelforte e SS. Cosma e Damiano e soprattutto  lontani  dalle parrocchie dei centri comunali, di avere un incontro di preghiera. Durante la  Seconda Guerra Mondiale, la chiesa di San Luca accolse fra le sue mura l'arcivescovo di Gaeta, Mons. Dionigio Casaroli, accomunato al suo popolo dal triste destino degli sfollati.


CHIESA DI SAN MARTINO
Una chiesa dedicata a San Giovanni Battista, posta nello stesso luogo di quella attuale, fu costruita dai duchi di Gaeta attorno al X secolo; la sua storia si intreccia con quella di molti possedimenti dell' Abbazia di Montecassino, tanto da divenire una “cella” (così vengono definiti i monasteri benedettini) nei secoli successivi. Tra la fine del XIV° secolo e la metà del XV°, la chiesa modificò la propria intitolazione e fu chiamato monasterium Sancti Martini. Per altri due secoli  conservò le celle monacali e il muro di cinta, almeno fino all'arrivo dei francesi che fecero scempio dell'edificio sacro nel 1799. Vent'anni dopo la chiesa risorge a nuova vita grazie all'opera del vescovo Francesco Buonomo che decreta la nascita della parrocchia il 3 novembre 1819. Nella chiesa fino agli eventi bellici era conservato un prezioso Trittico ligneo quattrocentesco rappresentante la Madonna del Riposo, tra S. Benedetto e S. Germano. Nel 1823 venne commissionato al famoso Andrea Mattei un restauro del trittico per una somma  di quaranta ducati, il pittore nello stesso anno realizzò un quadro di San Martino. Le suddette opere, andate distrutte  durante la Seconda Guerra Mondiale, vennero sostituite da un quadro di G. Quadroni raffigurante San Martino (1952) e da un affresco composto nell’abside della chiesa dal compianto Aldo Falso che rappresenta in modo drammatico la crocifissione. La statua della Madonna  probabilmente risale alla fine dell’800.

CHIESA DI SANTA MARIA DEL SOCCORSO
Situata dove oggi vi sono solo i ruderi (quindi poco fuori il centro storico sulla vecchia mulattiera), la Chiesa di Santa Maria del Soccorso, in passato, si presentava con un solo altare e un quadro raffigurante la Vergine con bambino posta tra S. Erasmo e S. Francesco di Paola; da una porta si accedeva  ad una stanza sotterranea, per mezzo di una scala si saliva di un piano dove vi erano due stanze su di un piano ed una ad un piano superiore per la quale si poteva accedere al campanile. Le stanze come sottolinea il documento sopra citato “serveno pe’ puro comodo del eremita”. Vi è nota nel documento anche di una stanza sotto questi alloggi usata come cisterna alimentata dallo scolo d’acqua dei canali. Per il resto nonostante la chiesa sia piccola in essa non manca alcun arredo, l’altare è ben ornato, ci sono  l’inginocchiatore, una fonte di pietra per l’acqua santa ed un confessionale.


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