Comune di Santi Cosma e Damiano
 

Canali d'accesso. Menu Canali d'accesso terminato.
Strade del centro storico


Sei in: Home » Museo » la memoria » testimonianza - sessant'anni dopo
Sei in: Home » Museo » la memoria » testimonianza - sessant'anni dopo

Museo

Testimonianza - sessant'anni dopo

Nonostante siano trascorsi sessant’anni, torna viva alla memoria quella tremenda tragedia che ha sconvolto il nostro paese e ha sottoposto a duri sacrifici e a patimenti inauditi la popolazione che, strappata dai rifugi ove si era rintanata, ha vissuto il doloroso calvario della deportazione e l’amara condizione dei profughi. Sessant’anni sono tanti, ma il ricordo non è affatto sbiadito. Quei terribili momenti rendono ancora i sogni smaniosi  e tormentosi. Nel buio e nel silenzio della notte, come in un film a volte muto, a volte sonoro, scorrono vivi quei momenti tristi che hanno segnato la nostra esistenza, tornano alla mente i ricordi e il volto delle persone amiche travolte dalla tragedia.
Ora come allora odo il lamentoso pianto di Gennarino che veglia il corpo esanime di Tarquinio, ucciso da una scheggia di granata. Mi appare l’immagine di Giovanni Ciavolella con il volto insanguinato, raggiunto da un colpo di fucile mentre percorreva il sentiero della speranza Rio Rave, che viene portato a casa, sorretto da due soldati tedeschi, preceduti da un terzo soldato con la bandiera bianca. Odo imponente la cinica ed ironica risata di una SS, seguita alla scarica di mitraglietta che ha ucciso Antonio Polidoro. Sento le parole, senza senso, pronunciate nel delirio da ammalati di tifo, il crepitio lontano di una mitragliatrice e l’esplosione di un proiettile di cannone molto vicina. Sento l’accorato pianto di una bambina che nella notte chiede una carruba perché ha fame. Sento i passi cadenzati di un reparto tedesco che va in prima linea. Vedo, con orrore, il corpo penzolante di una donna ciociara impiccata dai Tedeschi. Sento la voce rauca e minacciosa di un gendarme che grida “RAUS RAUS”, mentre spinge con il calcio del fucile una donna. Vedo Argìa seduta su di una sedia, come se dormisse, uccisa da una scheggia di granata.
Le battaglie e i sanguinosi scontri avvenuti tra il settembre 1943 e il 1944, che vedono affrontarsi le forze tedesche e quelle alleate, sul fronte del basso Garigliano, con caposaldo il nostro paese, sono stati narrati, documentati e seguiti giorno per giorno da inviati speciali e fotoreporter civili al seguito delle truppe combattenti. Tuttavia la descrizione completa della nostra tragedia rimane e rimarrà sempre incompiuta, in quanto molti episodi sono stati dimenticati; altri fatti non hanno lasciato tracce; altri non sono stati mai conosciuti perché i protagonisti  sono scomparsi portandosi dietro il dramma da loro vissuto o hanno ritenuto di non parlarne più per non dover rivivere quei momenti e per non aprire ferite non ancora rimarginate. La popolazione rintanata nei nascondigli ha vissuto momenti di disperazione, di angoscia indimenticabile, abbandonata come era al suo destino; ognuno di noi ha vissuto il proprio dramma nell’ambito del suo rione, della sua famiglia. Gli innumerevoli angosciosi ricordi che dopo tanto tempo affiorano tuttora alla memoria e nei sogni, sono vivi e nitidi.

Tratto da: Arduino Di Tano, “Diario di una tragedia dimenticata, 1943 – 1944 Linea Gustav” Book 2009


Fine dei contenuti della pagina

Sito ufficiale del Comune di Santi Cosma e Damiano

Logo attestante il superamento, ai sensi della Legge n. 4/2004, della verifica tecnica di accessibilità.

Via Enrico De Nicola, 5 - 04020 Santi Cosma e Damiano (LT)
Tel. 0771-60781 - Fax 0771-608856
C.F.: 81003550597

Realizzazione ImpresaInsieme S.r.l. Proxime S.r.l.